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da
www.terrasanta.net
Ogni tanto qualche pellegrino ci
esprime la sua perplessità di
fronte a ciò che gli sembra
difetto di decoro e persino
conflittualità all'interno della
basilica del Santo Sepolcro in
Gerusalemme. Talvolta notizie a
tal proposito vengono pubblicate
dalla stampa (in qualche caso
non senza malcelata
soddisfazione). Non sempre chi
guida un pellegrinaggio è in
grado di spiegare opportunamente
i fenomeni in causa. Vorrei
cercare di supplire in qualche
modo.
Innanzitutto va detto con
semplicità che non è nel potere
della Chiesa cattolica - e dei
frati francescani che la
rappresentano - governare la
basilica e disciplinare quanto
in essa ha luogo. Purtroppo da
secoli la Chiesa cattolica non
ne è padrona, ma si trova
costretta a condividerla con
altri, e a dipendere per
l'ordine dalla forza pubblica.
Pur con tutti i sacrifici, la
passione e la cura, non siamo
nelle condizioni di assicurarvi
in ogni momento il necessario
clima di ordinata tranquillità e
indisturbata devozione. E
neppure tutto il decoro e la
pulizia che troveremmo invece
nei santuari di proprietà della
Custodia di Terra Santa o
comunque della Chiesa cattolica.
È sempre difficile cercare di
riassumere in poche parole
eventi storici molto complessi...
Ma qualche accenno è
indispensabile per capire. Dopo
la caduta (nel 1187) della
Gerusalemme cristiana, i re di
Napoli riscattano nel 1342 il
Santo Sepolcro, e la Sede
Apostolica ne affida la cura e
l'ufficiatura alla Custodia di
Terra Santa. Poi però, nel
1516, l'Impero Ottomano
conquista Gerusalemme e subito
comincia ad inviarvi una
categoria di monaci separati
dalla Chiesa cattolica e
piuttosto ostili nei riguardi di
essa, con l'idea che essi
prendano possesso dei santuari
estromettendo i francescani. È
chiara la ragion di Stato degli
Ottomani: quei monaci sono loro
sudditi, mentre i francescani
fanno parte della Chiesa
soprannazionale guidata dal
Pontefice Romano e sfuggono al
controllo dello Stato. Ne
seguono secoli di continui
tentativi da parte degli
Ottomani di soppiantare i
cattolici (tentativi
regolarmente contrastati dalle
potenze cattoliche europee).
Finalmente nel 1852 l'Impero
ottomano fissa per decreto lo
statu quo vigente in quel
momento, dando origine così al
peculiare «regime giuridico»
oramai internazionalmente
riconosciuto, che interessa
anche la Natività a Betlemme e
la Tomba della Vergine accanto a
Getsemani. È questa la «legge»
che regge la basilica del Santo
Sepolcro, e che riconosce alla
Chiesa cattolica, rappresentata
dai frati francescani, un ruolo
certamente rilevante, ma
circoscritto.
Nonostante si tratti di una
situazione di diritto e di fatto
esistente da più di un secolo e
mezzo, i tentativi da parte
degli eredi di quei monaci
cinquecenteschi di restringere
ancora, con la forza o con la
furbizia, la presenza cattolica
nel Santuario non sono cessati
del tutto. Ciò richiede da parte
dei francescani una costante
attenzione.
A questa problematica si
aggiungono conflitti tra altri
gruppi non-cattolici presenti
anch'essi, in forza dello statu
quo, nel santuario. Non mancano
iniziative per comporre tali
divergenze e per rendere meno
pesante la convivenza coatta:
non di rado sono gli stessi
frati francescani a promuovere
intese anche tra diversi gruppi
di non-cattolici.
I fedeli in visita al Sepolcro
sono chiamati a non lasciarsi
distrarre dal messaggio
salvifico che nonostante tutto
esce da questo sommo santuario.
E a vivere, all'occorrenza, i
disagi e le perplessità quale
partecipazione meritoria alle
sofferenze che affliggono
tuttora il Corpo di Cristo nella
storia fino al ritorno del
Salvatore in gloria.
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