|
Riyadh (AsiaNews) – Un
medico cristiano, di origini egiziane, è “ostaggio”
dell’Arabia Saudita: dopo averlo licenziato a causa
della sua fede, la polizia religiosa – Muttawa - gli ha
sequestrato il passaporto e le autorità continuano a
negargli la possibilità di lasciare il Paese e tornare
in Egitto. A denunciare il caso è l’organizzazione per i
diritti umani International Christian Concern (ICC).
Il dottor Mamdooh Fahmy ha
iniziato a lavorare come chirurgo presso l’Albyaan
Menfhoh Medical Center di Riyadh nel 2004. Subito un
gruppo di suoi colleghi musulmani lo ha preso di mira,
chiedendogli ripetutamente di abbracciare l’islam,
invito sempre rifiutato dal medico che non nascondeva la
sua fede cristiana. In una lettera ad ICC lo stesso
Fahmy racconta in questi termini la sua storia: “Il 12
aprile 2005 ho ricevuto sul lavoro una visita asorpresa
di tre funzionari sauditi. Due erano in abiti civili,
uno era un poliziotto. Mi hanno informato che erano
della Muttawa; hanno iniziato ad insultarmi davanti allo
staff e ai pazienti del centro. Mi hanno preso il
portafoglio, il cellulare e le chiavi. Mi hanno
incappucciato, legato e condotto a casa. Mentre il
poliziotto e io siamo rimasti in auto, i due civili
hanno perquisito la mia abitazione e confiscato tutto il
materiale scritto (libri, appunti…). Mi hanno portato
alla stazione di polizia, dove sono stato accusato di
essere un missionario cristiano e di consumare bevande
alcoliche. Mi hanno tenuto in isolamento per 5 giorni e
poi hanno cominciato con gli interrogatori. Ogni volta
che mi interrogavano mi insultavano e mi chiamavano ‘infedele’”.
Immediatamente dopo il suo
rilascio, Fahmy ha cercato di riavere indietro il
passaporto dal datore di lavoro, il quale gli ha invece
comunicato che il documento era in possesso della
polizia. Si è trattato solo del primo di una lunga serie
di tentativi da parte del chirurgo di ritornare in
patria. Nell’ultimo recente episodio, le autorità
saudite, dopo le pressioni del Cairo, hanno detto al
dottore che gli bastava compilare un modulo per poter
rimpatriare; l’uomo lo ha fatto, ma nonostante ciò la
sua richiesta è stata respinta e i funzionari gli hanno
anche riso in faccia.
|