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Un nuovo
insediamento ebraico alle porte di Betlemme?
di Ilaria
Pedrali -
www.terrasanta.net
Il progetto di un nuovo insediamento, il più grande mai
costruito finora, verrà sottoposto alla commissione per
la Pianificazione del iinistero dell'Interno e ai vari
organismi comunali che si occupano di urbanistica. La
notizia è stata data nei giorni scorsi dal quotidiano in
lingua ebraica Ma'ariv. Se il progetto verrà approvato,
nella zona a sud est di Gerusalemme - nei pressi del
villaggio arabo di Al-Walajeh, che fa parte del
governatorato (palestinese) di Betlemme, ma del
distretto municipale (israeliano) di Gerusalemme,
verranno costruite in una sola volta 14 mila unità
abitative. Si prevede che vi andranno ad abitare 40 mila
ebrei, su un'area di 3 mila ettari. Si chiamerà Givat
Yael, dal nome della società che recentemente ha
acquistato i terreni in zona. Sarà il più grande
quartiere ebraico a Gerusalemme Est mai costruito dai
tempi di Gilo, Pisgat Zeev, e Har Homa. E potrebbe
diventare l'insediamento più popoloso mai vista finora.
Nel governatorato di Betlemme ci sono circa 20
insediamenti ebraici abitati da oltre 47 mila persone,
che si sono appropriate di una superficie pari al 33 per
cento delle terre della zona. Il più imponente blocco di
insediamenti è chiamato Gush Etzion, che comprende una
dozzina di insediamenti religiosi e si sviluppa a ovest
e sud ovest di Betlemme, lungo la strada principale che
collega Gerusalemme a Hebron. Con la costruzione di
Givat Yael, Gush Etzion e Gilo di fatto verranno unite;
un'imponente perdita di terre che si unisce a quelle già
perse con la costruzione di Muro di Separazione.
Il villaggio di Al-Walajeh, situato 4 chilometri a
nordovest di Betlemme, ha una storia di resistenza non
violenta che si oppone alla confisca delle terre da
parte di Israele, con manifestazioni pacifiche e ricorsi,
ben organizzati, ai tribunali, sia israeliani sia
internazionali. Nelle immediate vicinanze si trova la
casa salesiana di Cremisan, nota per i suoi vigneti e la
produzione vinicola.
Secondo il quotidiano Ma'ariv le autorità israeliane
hanno previsto per la realizzazione dell'imponente
progetto l'abbattimento, in una zona dichiarata verde,
di un gran numero di case palestinesi, considerate
abusive. Già lo scorso febbraio era stata presentata una
proposta di abbattimento delle costruzioni abusive da
parte degli stessi abitanti ai Al-Walajeh, ma è stata
rifiutata dal comitato di pianificazione distrettuale.
L'idea della costruzione di questo enorme insediamento
risale al 2004 ed è sostenuta da una gran parte dei
dirigenti dei partiti di estrema destra e dal Likud, il
partito che detiene la maggioranza al governo di Israele.
Lo scopo è quello di ampliare e consolidare la presenza
degli insediamenti attorno a Gerusalemme, in modo da
creare una sorta di anello abitato da coloni attorno
alla città.
Ad attenuare le possibilità di realizzazione di Givat
Yael, oltre alla questione dell'abbattimento delle case
palestinesi, saranno le forze politiche dell'opposizione.
La sinistra israeliana, infatti, appoggia la commissione
di difesa delle terre di Al-Walajeh, che sta cercando di
fermare le confische e le demolizioni.
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