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Gaza. «I bombardamenti continuano, pregate per noi»

di Carlo Giorgi (terrasanta.net)

Pregare intensamente per Gaza. È la richiesta che giunge in queste ore dalle religiose cattoliche che vivono nella Striscia di Gaza, condividendo la sorte della popolazione locale. «In questo momento stanno bombardando, non so se riesce a sentire al telefono il rumore degli aerei sopra la nostra testa - mi dice la responsabile della scuola di Gaza delle Suore del Rosario -. Ieri hanno bombardato ovunque a Gaza e la situazione è davvero molto grave. I negozi sono tutti chiusi e non si può comprare cibo da nessuna parte. Non possiamo muoverci da casa e non possiamo andare in chiesa. Il problema più grave è l'elettricità che non abbiamo e di notte dobbiamo accendere le candele per spostarci. Negli ospedali si vive un'emergenza perché non ci sono più posti disponibili. La situazione è davvero molto brutta. Anche la nostra scuola è stata danneggiata, sono esplose bombe molto vicine e le porte e le finestre sono saltate. Vi chiediamo di pregare per noi».

«I bombardamenti sono continuati anche vicino a noi tutta la notte ma per fortuna non nel nostro quartiere, per adesso siamo scampate - racconta da Gaza suor Salima, della fraternità delle Piccole sorelle di Gesù -. Oggi è venuta da noi una giovane sposa di vent'anni, che conosciamo da quando ne aveva cinque. Questa notte un missile ha centrato il suo appartamento ed è rimasta senza niente. Esiste una grave emergenza di tipo alimentare, manca il pane, e soprattutto il problema è l'acqua, che viene distribuita in modo fortemente irregolare. Così tutti siamo costretti a usarla con cautela. In queste difficoltà il parroco fa tutto il possibile per rimanere vicino alla gente di Gaza. Vi chiediamo di pregare seriamente per noi, perché qui non riusciamo a vedere una soluzione alla guerra».

Intanto la situazione di Gaza sembra indurre il Vaticano a riconsiderare l'opportunità di un imminente viaggio papale in Terra Santa. Da più parti è stato annunciato per il prossimo maggio, ma finora non c'è stata alcuna conferma ufficiale della Santa Sede.