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Epifania 2008 a Betlemme: i pagani
associati alla stessa eredità
CTS
Notizie
Conclusi i
festeggiamenti dell’Epifania a Betlemme, domenica sera
del 6 gennaio, coloro che più avevano contribuito alla
preparazione e all’animazione della solennità insieme a
quanti vi avevano partecipato, erano stanchi ma felici.
La solennità dell’Epifania del Signore a Betlemme è
importante quanto quella del Natale, non solo perché è
QUI, come sottolinea la liturgia, che sono arrivati i
Magi, ma perché riveste la caratteristica di un secondo
Natale in famiglia.
Le
televisioni del mondo - eccetto le fedeli TelePace e
Canção Nova – non sono interessate a diffondere la
notizia secondo la quale “il re del popolo ebraico,
promesso già ad Abramo e alla sua discendenza per sempre,
è il re delle nazioni, Gesù, che si rivela ai pagani” (dall’Inno
latino dei primi Vespri). Alcuni turisti e pellegrini di
passaggio si sono uniti alle celebrazioni, ma è
soprattutto la popolazione locale la parte più
consistente dei fedeli, assieme ai francescani venuti da
Gerusalemme.
Occorre
dire che tradizionalmente la festa comincia la vigilia
con l’ingresso solenne del Custode in città, passando
dalla tomba di Rachele. Partito da Gerusalemme e
accompagnato da un corteo di cristiani della parrocchia,
è accolto dai suoi frati e dalla popolazione sulla
piazza della Mangiatoia. Dopo aver salutato i fratelli
Armeni e Ortodossi nella Basilica della Natività, passa
nel chiostro francescano per entrare nella chiesa di
Santa Caterina dove, con la benedizione solenne, si
aprono le celebrazioni.
L’Epifania
è tanto più gioiosa perchè tutta la città è immersa in
un effervescente clima di festa dato che coincide con il
Natale che le chiese ortodosse (ad eccezione degli
Armeni) festeggiano in questo week-end che, secondo il
calendario giuliano in vigore a Gerusalemme, segna il
24-25 dicembre. Gli ingressi solenni dei Patriarchi
ortodossi si susseguono, così come le nostre
celebrazioni. Nella chiesa di Santa Caterina arrivano
numerosi gruppi di pellegrini slavi curiosi di vedere
una liturgia latina cantata a piena voce; mentre
numerosi latini vanno a scoprire le ricchezze della
liturgia orientale. Sul viso degli uni e degli altri è
lo stesso sguardo stupito e curioso, e tutti sono
intenti a filmare e fotografare.
Dopo i primi vespri e l’Ufficio delle Letture, le Messe
celebrate per tutta la notte nella grotta fino alle 9
del mattino costituiscono una delle “attrazioni” della
festa. La Messa parrocchiale in questa domenica ha
riunito una folla numerosa ed orante. Ma per molti
fedeli i secondi Vespri e la processione dei Magi che
portano oro, incenso e mirra al Bambino Gesù nel presepe
(nella notte la statua è stato sostituita con quella di
un Bambino seduto su un trono come re delle nazioni), è
realmente il tempo forte della devozione. Alcuni non
apprezzano questa dimostrazione di fede: “… veramente il
re dei giudei è mostrato ai pagani che adorano una
statua”; “ad Ain Karem, nella Messa della notte di
Natale, i numerosi ebrei presenti erano molto
rispettosi, quasi in raccoglimento, fino al momento in
cui hanno visto la processione del Bambino Gesù. Questo
ha causato più di un sorriso”. Per gli ebrei, ai quali
la legge impedisce di rappresentare il sacro, i
cristiani non testimoniano la loro fede
nell’incarnazione, ma sono come pagani che adorano una
statua. Come possono riconoscere il loro re e messia in
una statuina di gesso? L’osservazione sembra
inappellabile. In questo è tutto il mistero
dell’Epifania: È stato rivelato ai pagani che sono
diventati coeredi della stessa promessa.
Allora
forse è vero: noi abbiamo dei vecchi retaggi pagani, e
l’espressione della nostra fede si compie negli affetti,
nel toccare…
Il Bambino
Gesù, simbolizzato nei tratti di una statuetta di gesso,
passa in processione nel chiostro di San Girolamo. Il
Custode che lo porta è rallentato dall’entusiasmo dei
fedeli che vogliono toccare il Bambino, abbracciarlo per
manifestargli il loro amore. Nel vedere questa fede
gioiosa, guardando ancora la gioia che illumina coloro
che hanno potuto toccare il Bambino Gesù, io penso a
David che danza davanti all’Arca dell’Alleanza: anche
lui aveva dato scandalo.
Dio si è
fatto uomo per tutti gli uomini: è il cuore della nostra
fede. Felice scandalo che ci provoca da queste feste.
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