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Commemorazione del
Battesimo del Signore al Giordano
CTS Notizie
La
liturgia dei Francescani ha il privilegio di potersi
celebrare sui luoghi stessi della vita di Cristo di cui
fa memoria. È per questo che nell’arco di ogni anno
vengono compiute diverse pellegrinazioni. Una di queste,
tuttavia, fa eccezione alla regola liturgica, ed è la
commemorazione del Battesimo di Gesù sulle sponde del
fiume Giordano, non lontano da Gerico, l’ultimo giovedì
di ottobre.
Se i Francescani, ad esempio, si muovono da Betfage per
la processione della domenica delle Palme, o vanno a
Betlemme per Natale e l’Epifania, da dove nasce la
tradizione di celebrare il Battesimo del Signore a
ottobre, quando la festa propria cade la domenica che
segue l’Epifania? Pare che la data della pellegrinazione
sia stata fissata per comodità meteorologica. D’estate
il calore renderebbe il pellegrinaggio insostenibile;
d’inverno, in gennaio, c’è il rischio degli smottamenti
dovuti alla pioggia.
Nonostante questo è appunto dopo l’Epifania che gli
Ortodossi si recano allo stesso luogo per l’analoga
commemorazione. E pare proprio che il tempo, in questi
ultimi due anni, sia stato clemente. Dovremo pensare di
cambiare la data di questo pellegrinaggio per
sintonizzarci alla liturgia romana conciliare? Si sta
studiando appunto questa possibilità. Fino a prima del
1967, questa possibilità esisteva per i seminaristi di
San Salvatore che partecipavano a una benedizione
impartita stando su una barca, il giorno dell’Epifania -
come per gli Orientali -, mentre i sacerdoti francescani
erano in pellegrinaggio a Betlemme per la festa del
giorno.
Ora, dunque, è stato giovedì 25 ottobre che per una
quindicina di pullman, affittati dalle parrocchie di
Gerico, Gerusalemme, Nazareth e dai Francescani, si sono
aperte le porte della Terra di Nessuno, abitualmente
chiuse alle visite dei pellegrini.
Quest’anno è stata inaugurata una cosa nuova.
Collegandosi alla piccola cappella dove si celebra la
Messa, è stata eretta una tenda per proteggere parte
dell’assemblea dall’ardore autunnale dei raggi solari.
C’erano più di trenta grandi sulle rive del fiume e
quest’ombra è stata molto gradita. I fedeli che non ne
hanno potuto approfittare hanno rivaleggiato in fantasia
per proteggersi dal sole.
Davanti alla cappella, hanno trovato posto le loro
eccellenze i Consoli generali di Francia, Italia, Belgio,
e il Console generale aggiunto della Spagna, che avevano
partecipato alla processione stringendosi attorno a fra
Artémio Vítores, vicario custodiale, che ha presieduto
la Messa.
Dopo la lettura del Santo Vangelo, fra Ibrahim Faltas,
ofm, curato della parrocchia di Gerusalemme, ha invitato
l’assemblea a rinnovare le promesse battesimali, quindi
fra Artemio ha data la Benedizione.
Al termine della celebrazione Eucaristica, la maggior
parte dei pullman si è recata al Monte della Tentazione
che domina Gerico. I Vangeli sinottici collocano questo
momento della vita di Gesù immediatamente dopo il suo
Battesimo.
Ci vogliono una ventina di minuti per compiere la ripida
salita che conduce al monastero della Quarantena dove,
dopo la lettura del Vangelo e la benedizione dei
francescani, la folla dei pellegrini si è dissetata e ha
fatto onore all’accoglienza fraterna dei frati Ortodossi
presenti. La discesa è ancora occasione per abbracciare
con lo sguardo un panorama magnifico sulla valle del
Giordano, sui palmeti di Gerico e sui monti di Moab,
prima di risalire sui pullman e riprendere la
vita liturgica ordinaria.
MAB
(1) Il
Battesimo del Signore è stato ed è in Oriente il
principale soggetto della festa dell’Epifamia. Nella
liturgia occidentale, questa festa nasce nel XVIII
secolo, e non fu accolta nel calendario liturgico romano
che nel 1960, il 13 gennaio, vale a dire nell’ottava
dell’Epifania. La Riforma liturgica del Concilio
Vaticano II ha dato rilievo alla festa del Battesimo del
Signore collocandola nella prima domenica dopo il 6
gennaio. I bei testi della Liturgia delle Ore sono
ripresi dai tropi bizantini, che l’imperatore Carlo
Magno (+814) ha fatto tradurre in latino.
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