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(g.c.)
«Un forte messaggio. Un marcato segnale
d'insoddisfazione». Con queste parole fonti
governative giordane hanno commentato la
decisione del Regno di ritirare il
riconoscimento all'elezione di Teofilo III a
capo del patriarcato greco-ortodosso di
Gerusalemme. Una scelta destinata certamente
a provocare conseguenze e ad alimentare
polemiche all'interno del tormentato mondo
dell'ortodossia in Terra Santa.
Il voltafaccia di Amman nei confronti di
Teofilo III arriva dopo una serie di
richiami a proposito di mancati adempimenti,
che avrebbero impedito al Regno giordano di
svolgere quel ruolo di garante nei confronti
di islam e cristianesimo che diritto e
tradizione gli assegnano. In particolare
Teofilo non avrebbe fatto pervenire al
governo un rapporto dettagliato sui beni di
proprietà della Chiesa che il patriarcato è
invece tenuto obbligatoriamente a presentare.
«Due anni non sono bastati per assolvere a
questo obbligo. Ci aspettavamo un
atteggiamento più trasparente, un segno di
discontinuità rispetto al suo predecessore»,
ha dichiarato un funzionario di Amman al
quotidiano Jordan Times. Il
predecessore di Teofilo III, Ireneo I, venne
destituito dal sinodo ortodosso per una
vicenda di vendite poco trasparenti a
immobiliari e affaristi israeliani.
L'elezione di Teofilo venne salutata allora
come «la strada verso una nuova era
all'interno del patriarcato, un segnale di
discontinuità nei confronti di corruzione e
malgoverno».
Il ritiro del decreto reale di
riconoscimento (provvedimento che ha
provocato la protesta del governo greco)
complica la posizione di Teofilo III, che
non ha ancora ricevuto, a due anni di
distanza dal suo insediamento, il placet
dallo Stato d'Israele. Secondo leggi e
consuetudini ogni nuova nomina all'interno
del patriarcato deve essere approvata dai
governi di Giordania, Palestina ed Israele.
Il patriarcato greco-ortodosso di
Gerusalemme possiede enormi proprietà
immobiliari sia in città vecchia che nei
sobborghi di Gerusalemme. La valle dove
sorge il parlamento israeliano, per fare un
esempio, è di proprietà della Chiesa
ortodossa.
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