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Gerusalemme: le
Chiese cristiane esortano i Palestinesi a unità interna
e dialogo con Israele (16 gen)
Gerusalemme (zenit.org).- La minaccia di guerra civile e
la convulsione della regione esortano i patriarchi e i
leader delle Chiese locali a Gerusalemme a
chiedere a tutti i Palestinesi vera unità e
l’eliminazione delle armi dalle strade e a esortare
affinché i leader israeliani e palestinesi
tornino al tavolo dei negoziati.
“Preoccupati per l’attuale situazione nei Territori
palestinesi, sentiamo di dover esprimere il nostro
timore per tutto il nostro popolo – cristiani e
musulmani – per il deterioramento dei rapporti tra i
leader di Fatah e Hamas [le due fazioni palestinesi,
ndr.] e le forze armate”, scrivono nel loro messaggio,
ricevuto da ZENIT venerdì.
Visto che tutti i tentativi di mediazione e
riconciliazione sembrano senza risultato, e considerate
le minacce – “senza precedenti” – da parte dei due
movimenti, “questi avvenimenti possono solo avvicinare
sempre più una guerra civile”, e un risultato simile
“sarebbe tanto drastico da oscurare le reali priorità di
tutto il popolo palestinese”, avvertono i leader
religiosi cristiani di Gerusalemme.
Considerano che ci sia il dovere di cambiare il corso
degli avvenimenti, soprattutto per il bene di bambini e
giovani, che meritano un futuro migliore. “Lo
spargimento di sangue e la violenza non poteranno la
pace; solo più distruzione della vita familiare e più
rischi per l’economia della nostra terra”, avvertono.
“E’ giunta l’ora di presentare un’intensa preghiera a
Dio Onnipotente per la pace e un’opportunità di calma
affinché tutte le parti possano considerare
accuratamente ciò che è in gioco”, scrivono nel
messaggio.
“Anziché lanciarci reciprocamente accuse, dovremmo
esortare tutti a pregare per i loro vicini nel senso più
ampio possibile. E’ tempo di unire, non di scontri –
aggiungono –. La lotta e il sequestro di oppositori non
farà crollare il Muro di Sicurezza né porrà fine
all’embargo sul popolo palestinese”.
“E’ giunta l’ora di compiere ogni sforzo per unire il
nostro popolo e di concentrarsi per lavorare per
l’indipendenza e per l’opportunità, per tutti i popoli
della Terra Santa – cristiani, musulmani ed ebrai –, di
conoscere la sicurezza e la pace”, proseguono.
I patriarchi e i leader delle Chiese locali a
Gerusalemme affermano la loro disponibilità a svolgere
il proprio ruolo nella situazione presente il più
rapidamente possibile come mediatori o nel modo
necessario.
“E’ fondamentale dare un reale senso di unità nel
governo, unire le forze di sicurezza, eliminare le armi
dalle nostre strade ed esortare i leader
israeliani e palestinesi a tornare al tavolo dei
negoziati”.
Il messaggio è firmato dalle seguenti personalità:
Patriarca Theophilos III (Patriarcato Greco-ortodosso),
Patriarca Michel Sabbah (Patriarcato Latino), Patriarca
Torkom II (Patriarcato Apostolico Armeno Ortodosso),
padre Pier Battista Pizzaballa ofm (Custode di Terra
Santa), Anba Abraham (Patriarcato Copto Ortodosso),
Arcivescovo Swerios Malki Mourad (Patriarcato Siro
Ortodosso), Abune Matthias (Patriarcato Etiope Ortodosso),
Arcivescovo Paul Nabil Sayyah (Esarcato Patriarcale
Maronita), Vescovo Riah Abu Al-Assal (Chiesa Episcopale
di Gerusalemme e del Medio Oriente), Vescovo Mounib
Younan (Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e Terra
Santa), Vescovo Pierre Malki (Esarcato Patriarcale Siro
Cattolico), padre Raphael Minassian (Esarcato
Patriarcale Armeno Cattolico)
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