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Pellegrinaggio di giovani in estate come

 “Messaggeri di pace in Terra Santa”

Dall’Italia, con l’Opera Romana Pellegrinaggi

 

ROMA, giovedì, 14 giugno 2007 (ZENIT.org).- Il mese prossimo, numerosi giovani italiani si recheranno in pellegrinaggio in Terra Santa, lungo un nuovo itinerario pianificato dall’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP) e mossi da uno profondo spirito di solidarietà per quella regione.

“Messaggeri di pace in Terra Santa” è il nome che è stato dato all’iniziativa, volta a favorire il dialogo tra Israeliani e Palestinesi, comprendere meglio una realtà poco conosciuta e portare concordia nella regione, ha spiegato il quotidiano cattolico “Avvenire”.

Il pellegrinaggio verrà intrapreso a luglio: per cinque giorni – date di partenza: 10, 15 e 20 –, gruppi di duecento giovani (di età superiore a 18 anni) si recheranno a Nazareth, Betlemme e Gerusalemme.

Avranno l’opportunità di visitare i Luoghi Santi e conoscere i loro coetanei israeliani e palestinesi, come accadrà nel contesto della visita al kibbutz Laví o alle strutture di carità realizzate a Betlemme in collaborazione tra musulmani e cristiani.

Parteciperanno all’iniziativa l’Ufficio statale del turismo israeliano (IGTO), il servizio nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il Centro turistico giovanile e il “Cral Telecom” (circolo ricreativo per i dipendenti Telecom).

L'Amministratore delegato dell’ORP, padre Cesare Atuire, ha sottolineato la vocazione al dialogo della nuova proposta di pellegrinaggio, indicando l’importanza del viaggio – “dal punto di vista religioso e culturale” – come “esperienza educativa”.

Il valore formativo di questa iniziativa è un aspetto chiave sottolineato anche da monsignor Paolo Giulietti – responsabile del servizio CEI per la pastorale giovanile –, secondo quanto reso noto dal suddetto quotidiano; “viaggiare è un’esperienza integrale per la persona”, ha osservato.

Secondo padre Giulietti, “vuol dire toccare con mano che esiste un passato che ci interessa, e ci fa porre domande per il futuro”.

Oltre al senso dell’esperienza interiore, il turismo religioso aiuta a sostenere nella regione della Terra Santa l’economia della provata popolazione. L’anno scorso 58.000 italiani hanno visitato Israele: il 70% come pellegrini.