“Nei giorni
scorsi – ha detto il papa - la violenza è tornata ad
insanguinare il Libano. E’ inaccettabile che si percorra
questa strada per sostenere le proprie ragioni politiche.
Provo una pena immensa per quella cara popolazione. So
che molti Libanesi sono colpiti dalla tentazione di
lasciare ogni speranza e si sentono come disorientati da
quanto sta succedendo. Faccio mie le forti parole
pronunciate da Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah
Pierre Sfeir a denuncia degli scontri fratricidi. Con
lui e con gli altri responsabili religiosi, invoco
l’aiuto di Dio affinché tutti i Libanesi indistintamente
possano e vogliano lavorare insieme per fare della loro
patria una vera casa comune, superando quegli
atteggiamenti egoistici che impediscono di prendersi
veramente cura del proprio Paese (cfr. Esortazione
Apostolica Una speranza nuova per il Libano, N.
94). Ai cristiani del Libano, ripeto l’esortazione ad
essere promotori di un autentico dialogo fra le varie
comunità, mentre invoco su tutti la protezione di Nostra
Signora del Libano.
Auspico,
inoltre, che cessino al più presto le violenze nella
striscia di Gaza. All’intera popolazione desidero
esprimere la mia spirituale vicinanza ed assicurare la
mia preghiera, affinché prevalga in tutti la volontà di
lavorare insieme per il bene comune, intraprendendo vie
pacifiche per comporre le differenze e le tensioni”. (www.asianew.it)